Omaggio ad Alberto di Monaco

 

 

 

Omaggio ad Alberto di Monaco 

 

 

Il principe Alberto all'atelier di icone bizantine di Lucia Clemente 

Sabato 3 ottobre in occasione della visita a Dolceacqua per l’inaugurazione della nuova pista ciclabile, il Principe Alberto di Monaco ha visitato l’Atelier di Lucia Clemente, accompagnato dalle guardie del corpo, dal suo fotografo personale e dal Sindaco Fulvio Gazzola. Lucia Clemente ha offerto al Principe un’icona realizzata per l’occasione che rappresenta Sant’Alberto patriarca di Gerusalemme.

“Il Principe è andato via seguito da un mare di folla che era ferma davanti al mio Atelier, tra mille flash. E’ stata l’unica tappa in paese del Principe dopo l’inagurazione della pista ciclabile. Per me e per il mio lavoro rappresenta un bel riconoscimento. Non è certo cosa di tutti i giorni ricevere un Principe nel proprio Atelier” racconta Lucia.  Vai all'articolo completo
 
 
 

“E’ giusto dare il giusto merito all’amica Lucia per le bellissime opere che realizza – afferma Fulvio Gazzola, sindaco di Dolceacqua – Ma perché, tanti mi hanno chiesto, il Principe Alberto e stato accompagnato nel suo Atelier? perché essendo stato il sottoscritto invitato al Battesimo dei Principi. Jacques e Gabriella avevo deciso di fare come regalo (come potete immaginare la scelta non è stata facile) due icone russe, una con San Giacomo ed una con San Gabriele. Il regalo è piaciuto molto ed è stato per questo naturale quindi presentare colei che le aveva realizzate. Posso anche dire che Sua Altezza Serenissima ha anche molto apprezzato artisticamente l’icona che in questa occasione Lucia gli ha donato”.

 Da otto anni a questa parte a Dolceacqua, ai piedi del Castello dei Doria, l’artista Lucia Clemente nel suo laboratorio di via Castello 14 realizza icone, riproduzioni di antichi originali, ricreandole con minuziosa pazienza e rispetto delle antiche regole compositive. Le icone mistiche sono rappresentazioni della tradizione bizantina, un patrimonio al tempo stesso religioso, storico e sociale. Una realtà sacra che richiede nell’ambiente uno spazio consono alla sua natura di oggetto, non di considerazione estetica, ma di venerazione. Le figure non sono illuminate da una fonte di luce, ma é come se splendessero di una luce propria interiore: la Luce Divina. Non hanno volume, né tridimensionalità ed i visi dei Santi hanno un’espressione di ingenua semplicità. La realizzazione di opere d’arte simili richiede tempi molto lunghi e molta pazienza. Il legno usato, che ricorda il legno della Croce, deve essere tenero. In Russia si usano il tiglio o l’abete, in Italia l’abete o il faggio.

Lucia Clemente è arrivata alle immagini bizantine attraverso un percorso di studi accademici. Nasce a Barletta (Bari), ma vive e studia a Foggia, frequentando la Scuola d’Arte sino a conseguire il diploma di “Maestra d’arte” nel 1969. Nel 1978 a Salsomaggiore Terme l’Accademia Italia delle arti e del lavoro la registra nell’Albo d’oro dell’Accademia e la nomina “Accademica” con medaglia d’oro per la sua attività nelle belle arti. Si trasferisce in Liguria negli anni ’70 e agli inizi degli anni ’80 apre il suo primo Studio, dando inizio ad un nuovo corso artistico.

Apricale per dieci anni diventa la sede operativa di Lucia che organizza mostre al Castello della Lucertola. Negli anni ’90 si documenta in materia di iconografia e arte sacra, reperendo testi, immagini e documenti tramite una ricerca che dura anni. Grazie ad un apprendimento più profondo dei dettagli tecnici e dei complessi processi di lavorazione delle icone, tra il 2005 e il 2008 realizza circa 70 icone di differente formato tra cui la grande icona “Le porte del cielo”. Nel 2007 la Clemente trasferisce il proprio laboratorio a Dolceacqua scegliendolo come sede definitiva.

Nell’estate del 2008, dal 17 agosto al 28 settembre, in una location d’eccezione come le sale restaurate del Castello dei Doria, la Clemente organizza una mostra con più di sessanta icone bizantine. L’evento “Icona – l’arte sacra ritrovata”, che riscuote un notevole successo di pubblico, é incentrato su opere realizzate con foglia d’oro, pigmenti naturali, tempera all’uovo, olio di lino cotto, olifa e gomma lacca. Per chi ama l’arte e in particolare le icone, caratterizzate da una dimensione trascendentale che tende verso l’inafferrabile, ma anche da un alto valore scientifico, artistico e teologico, una visita al laboratorio di Lucia Clemente a Dolceacqua è quanto di più consigliato.   Tratto dall'articolo di Rivierapress

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